I Micenei
La civiltà dei Micenei (o Achei)
Quando e dove si svilupparono
Intorno al 1600 a.C., mentre a Creta fioriva la civiltà minoica, nella Grecia continentale (in particolare in una penisola chiamata Peloponneso) si stabilì un popolo di pastori e guerrieri nomadi. Loro chiamavano se stessi Achei, ma gli storici moderni li definiscono Micenei, dal nome della loro città più importante e potente: Micene. La loro civiltà dominò il Mar Egeo fino al 1100 a.C. circa.
Il territorio e le risorse
Il territorio della Grecia era prevalentemente montuoso, con poche pianure coltivabili. Per questo motivo, i Micenei:
- Si dedicavano alla pastorizia (soprattutto pecore e capre).
- Coltivavano ciò che cresceva bene in quel clima: ulivi, viti e grano.
- Diventarono, col tempo, abili navigatori e commercianti, imparando molto dai Cretesi, con i quali inizialmente commerciavano e che in seguito finirono per conquistare.
Le città-fortezza e le mura "ciclopiche"
A differenza dei palazzi cretesi, aperti e privi di difese, i Micenei costruivano città-fortezza circondate da mura immense, chiamate dagli storici mura ciclopiche. Le pietre utilizzate erano così grandi e pesanti che, nelle leggende successive, si raccontava fossero state sollevate dai Ciclopi (giganti con un occhio solo). Le città sorgevano sempre su alture (le acropoli), per poter avvistare i nemici da lontano. Le più importanti, oltre a Micene, furono Tirinto, Argo e Pilo. L'ingresso principale di Micene è la famosa Porta dei Leoni, decorata con una scultura che rappresenta due leoni rampanti.
L'organizzazione sociale
I Micenei non fondarono mai un unico grande impero. Erano divisi in tante città-stato indipendenti, spesso in guerra tra loro. La società aveva una struttura a piramide molto rigida:
- Il re (Wanax): Era il capo assoluto della città. Comandava l'esercito, amministrava la giustizia e aveva funzioni religiose.
- L'aristocrazia guerriera: I nobili, che possedevano le terre e i carri da guerra, ed erano i compagni d'armi del re.
- I sacerdoti: Si occupavano dei riti religiosi e dei sacrifici agli dei.
- Artigiani e mercanti: Lavoravano i metalli (soprattutto il bronzo per fabbricare armi e armature), la ceramica e commerciavano via mare.
- Contadini e pastori: La maggioranza della popolazione, che lavorava le terre del re e dei nobili.
- Gli schiavi: Prigionieri di guerra, costretti ai lavori più pesanti.
La cultura: scrittura e sepolture
I Micenei adottarono un sistema di scrittura sillabica derivato da quello dei Cretesi. Gli storici lo chiamano Lineare B. A differenza della scrittura cretese, la Lineare B è stata decifrata: si tratta di una forma molto antica di lingua greca. Veniva usata soprattutto dagli scribi per registrare le merci nei magazzini del re.
I sovrani micenei venivano sepolti in grandi tombe sotterranee a forma di cupola (chiamate tholos). Al loro interno gli archeologi hanno ritrovato immensi tesori: armi di bronzo, gioielli e le celebri maschere funerarie in oro (come la cosiddetta "Maschera di Agamennone"), che venivano modellate direttamente sul volto del re defunto.
La Guerra di Troia e la fine della civiltà
La città di Troia, situata nell'attuale Turchia, controllava lo stretto dei Dardanelli, un passaggio marittimo fondamentale per i commerci.
- Il Mito: I poeti antichi, come Omero nell'Iliade, raccontarono che la guerra scoppiò perché il principe troiano Paride rapì la bellissima Elena, moglie del re di Sparta.
- La Storia: In realtà, intorno al 1250 a.C., le città micenee si allearono per distruggere Troia ed espandere il proprio controllo sulle rotte commerciali verso il Mar Nero.
Nonostante la vittoria su Troia, la civiltà micenea andò incontro a un rapido declino. Intorno al 1100 a.C., a causa di invasioni da parte di nuovi popoli (come i Dori), ribellioni interne e forse disastri naturali, le grandi città-fortezza vennero distrutte o abbandonate, segnando la fine di quest'epoca.
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