Maestro Andrea

I Micenei

La civiltà dei Micenei (o Achei)

Quando e dove si svilupparono

Intorno al 1600 a.C., mentre a Creta fioriva la civiltà minoica, nella Grecia continentale (in particolare in una penisola chiamata Peloponneso) si stabilì un popolo di pastori e guerrieri nomadi. Loro chiamavano se stessi Achei, ma gli storici moderni li definiscono Micenei, dal nome della loro città più importante e potente: Micene. La loro civiltà dominò il Mar Egeo fino al 1100 a.C. circa.

Il territorio e le risorse

Il territorio della Grecia era prevalentemente montuoso, con poche pianure coltivabili. Per questo motivo, i Micenei:

Le città-fortezza e le mura "ciclopiche"

A differenza dei palazzi cretesi, aperti e privi di difese, i Micenei costruivano città-fortezza circondate da mura immense, chiamate dagli storici mura ciclopiche. Le pietre utilizzate erano così grandi e pesanti che, nelle leggende successive, si raccontava fossero state sollevate dai Ciclopi (giganti con un occhio solo). Le città sorgevano sempre su alture (le acropoli), per poter avvistare i nemici da lontano. Le più importanti, oltre a Micene, furono Tirinto, Argo e Pilo. L'ingresso principale di Micene è la famosa Porta dei Leoni, decorata con una scultura che rappresenta due leoni rampanti.

L'organizzazione sociale

I Micenei non fondarono mai un unico grande impero. Erano divisi in tante città-stato indipendenti, spesso in guerra tra loro. La società aveva una struttura a piramide molto rigida:

  1. Il re (Wanax): Era il capo assoluto della città. Comandava l'esercito, amministrava la giustizia e aveva funzioni religiose.
  2. L'aristocrazia guerriera: I nobili, che possedevano le terre e i carri da guerra, ed erano i compagni d'armi del re.
  3. I sacerdoti: Si occupavano dei riti religiosi e dei sacrifici agli dei.
  4. Artigiani e mercanti: Lavoravano i metalli (soprattutto il bronzo per fabbricare armi e armature), la ceramica e commerciavano via mare.
  5. Contadini e pastori: La maggioranza della popolazione, che lavorava le terre del re e dei nobili.
  6. Gli schiavi: Prigionieri di guerra, costretti ai lavori più pesanti.

La cultura: scrittura e sepolture

I Micenei adottarono un sistema di scrittura sillabica derivato da quello dei Cretesi. Gli storici lo chiamano Lineare B. A differenza della scrittura cretese, la Lineare B è stata decifrata: si tratta di una forma molto antica di lingua greca. Veniva usata soprattutto dagli scribi per registrare le merci nei magazzini del re.

I sovrani micenei venivano sepolti in grandi tombe sotterranee a forma di cupola (chiamate tholos). Al loro interno gli archeologi hanno ritrovato immensi tesori: armi di bronzo, gioielli e le celebri maschere funerarie in oro (come la cosiddetta "Maschera di Agamennone"), che venivano modellate direttamente sul volto del re defunto.

La Guerra di Troia e la fine della civiltà

La città di Troia, situata nell'attuale Turchia, controllava lo stretto dei Dardanelli, un passaggio marittimo fondamentale per i commerci.

Nonostante la vittoria su Troia, la civiltà micenea andò incontro a un rapido declino. Intorno al 1100 a.C., a causa di invasioni da parte di nuovi popoli (come i Dori), ribellioni interne e forse disastri naturali, le grandi città-fortezza vennero distrutte o abbandonate, segnando la fine di quest'epoca.


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